Immagina la mia felicità nel vederti lì ferma sull’uscio di quella porta, bellissima, del resto lo sei sempre stata dalla prima volta che ti vidi, anche se pensavo fossero state le lacrime a renderti così affascinante, fissavi lui allora come fissi me adesso, mi innamorai di te come nessuno uomo avrebbe mai potuto. Ma forse non sai che sono stato un codardo, in mille e mille occasione ho avuto modo di essere tuo, ma ogni volta qualcosa mi fermava. Molte altre volte ti vidi a volte per sbaglio altre volte cercandoti in quei posti che sei solita frequentare, facendomi cattiva reputazione a gli occhi di chi mi vedeva contemplarti in tutte le tue forme aggraziate e perfette. Sempre più spesso negli ultimi anni mi avvicinavo a te, ma restavo a guardare senza avere la forza di fare il passo decisivo, cerca di capirmi, io avevo la mia famiglia, i miei amici, la mia vita, ed era questa il problema: la mia vita mi impediva di stare con te. Ma oggi è stato diverso, hai visto? Hai mai avuto un corteggiatore? Sicuramente. Non potresti essere così bella senza nessuno che ti desidera, che ti anela ad ogni respiro. Oggi non ho pensato a me, sono stato tutto tuo con ogni fibra nel mio essere. Ti ho seguito tutto il giorno nel tuo lavoro la tua espressione ferma e minuziosa mentre termini la tua opera. Ogni tuo intervento è una piccola opera d’arte, niente è lasciato al caso: ti avvicini piano e suadente a chi ti aspetta, tutti al tuo arrivo tremano o piangono, sono pochi quelli attendono già pronti i più li prendi alla sprovvista, ma non casualmente, gli sussurri all’orecchio e si innamorano di te. Nessuno può resistere alla dolce promessa che gli fai. Poi ti vedo andare via con loro ogni volta con una persona diversa, del resto con te tutti hanno una sola occasione giusto?
Io ho usato la mia stasera quando ti ho visto uscire dal quel piccolo giardino paradisiaco dove tutti riposano in pace e sotto un alto cipresso ti ho preso al volo e stretta forte. Se sapevo che non fosse mai stato possibile avrei pensato che il cuore mi sarebbe scoppiato, invece qualcuno ci ha staccati, ha diviso il nostro abbraccio eterno.
Ma tu hai capito il mio amore e non mi hai abbandonato. Ora che sei vicino a me vorrei baciare le tue mani che staccano i tubi che mi ridanno il sangue che ho versato per te. Vorrei carezzarti il viso mentre mi baci e porti via l’aria dai miei polmoni, vorrei alleviarti dal fardello della falce che recide il debole legame che ha la mia anima al corpo, ma ora so che è finita ti abbraccio di nuovo e stavolta nessuno ci dividerà. Quasi rido a vedere le facce distrutte dal pianto dei parenti al mio capezzale, vorrei urlare: "Non piangete io sto con il mio amore e nessuno ci dividerà mai, Io che sono stato vita ho sempre amato la Morte!"
2 commenti:
Lei infine giunta sulla cima del mondo;
con lo spirito vivo di felicità per uno soltanto;
e si mise a braccia aperte ad urlare il suo dolore;
mentre i capelli si intrecciavano con i lontani sogni di un uomo;
con le mani cominciò a tessere il cielo e stelle dei piani;
i suoi verdi occhi, prati infiniti dove lui cammina da tempo;
le sue dolci parole, richiami che sussurrano la via del ritorno;
le sue candide lacrime, sorgenti che sostentano il corpo del viaggiatore;
ed egli imprigionato in un mondo irreale unicamente vaga;
cerca la nascosta strada per collegare due vite distanti;
così da poter abbracciare di nuovo colei che da sempre ama;
prima che gli occhi si aprano riportandolo nella vita comune;
sostenuto dalla volontà di trovare quella strada per lei;
guidato dalla sua voce e dalla propria follia.
Ma un giorno io troverò quella strada, la troverò per lei...
...é strano come il proprio cuore possa appartenere ad un sogno.
-- Francesco --
molto bello il racconto, che porta pian piano a capire di chi si parla
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