giovedì 3 luglio 2008

Beta

Quella sera era stata invitata ad una festa, non era certo la prima volta, ma era sicuramente speciale, poi l’aveva invitata Lui da parecchio gli correva dietro e un paio di volte si era comportata veramente da troia, ma sembrava non aver avuto effetto. S’inizio a preparare, voleva essere irresistibile, scelse una mini di jeans, le scarpe col tacco senza calze, un top bianco, non mise il reggiseno avrebbe lasciato intravedere il seno prosperoso, poi scelse un bel tanga nero lo mise, si guardò allo specchio, sarebbe piaciuta di certo. Lei aveva un fisico discretamente bello e potava i capelli mossi, lunghi, dello stesso colore degli occhi, castani, le sue labbra erano carnose il viso in sé era molto espressivo, ma il grande lo faceva il corpo, che lei mostrava senza tanti indugi, aveva il seno grande e spesso messo in risalto, come quella volta, con opportuni tocchi di classe, per il resto era normale. Ora si trovava in cucina e aspettava, la sarebbe venuta a prendere in macchina, il tempo passava lei era presa dall’eccitazione, arrivò e le suonò col clacson, lo fece aspettare poi con una calma disinteressata andò da lui, solo arrivata vicino l’auto si accorsero che erano tre. Salì e si presentò, era delusa sperava di parlare con lui seriamente, ma non poteva farlo con i suoi amici presenti, poi si ricordò di non avere idea di chi fosse la festa e lo chiese, quando sentì la risposta si fermò il cuore:
< è per te la festa. > Disse con una voce cupa, mentre gli amici lo appoggiarono con una risata.
Non le piaceva, ma non poteva tirarsi indietro. La macchina fermò vicino al cancello di una villetta, che probabilmente era usata solo d’estate per le villeggiature, uno dei tre scese e dopo pochi stavano parcheggiando nel vialetto, gli amici andarono avanti, mentre lei seguiva Lui che le disse:
< Questa sera sarai la nostra ospite speciale, vedrai ti piacerà! > Entrarono nella villa ancora buia e Lui la condusse verso uno stanzino dal quale veniva una luce fioca, dentro c’erano gli amici che preparavano degli spinelli:
< Siediti sul tavolo! > le dissero come se fosse un ordine, lo fece, nello stesso istante sentì delle mani sulle cosce provò a dire no, ma erano stati più veloci de lei e mentre uno la manteneva ferma un altro le stava legando le caviglie ai piedi del tavolo; si ritrovò seduta a gambe aperte davanti ai tre, involontariamente pensò a quanto doveva essere eccitante per quei tre, davanti ai loro occhi c’era la sua figa, anche se in parte coperta dal perizoma, e si sentì eccitata, ma temeva per come sarebbe finita, provò a parlare, ma Lui la fece finire prima di iniziare dicendo:
< Se provi a parlare, t’imbavagliamo, capito? > Gli fece eco un amico:
< E ci fai perdere tempo tanto qualcosa in bocca ti andrà lo stesso > Ci fu un coro di risate.
Intanto la canna passava da una bocca all’altra, lei non sapeva che fare tentò di sciogliere i legacci, ma la videro, uno di loro si alzò, era un bel ragazzo curato con la faccia amichevole, si avvicinò e disse:
< Preferisci non stare legata? > gli fece cenno col capo, lui la sciolse, poi le girò intorno, lei intanto era scesa dal tavolo e si palpava le caviglie i nodi le avevano fatto male, avvertì troppo tardi le mani del ragazzo che la bendava si ritrovò nell’oscurità, sentì una voce che diceva:
< Ora facciamo un gioco, ti portiamo sul divano poi lo succhierai a turno ad ognuno di noi ti piace? > Stava per replicare, quando la colpirono violentemente al volto
< Tu devi stare zitta sei solo la nostra puttana > Le avevano legato le mani e gli occhi le lacrimavano si sentì spingere e qualcuno la fece sedere sul divano, il primo che si avvicinò le colpì la faccia con il cazzo poi lo mise in bocca, le tirò i capelli e urlò:
< Succhia troia! > Lei ubbidì succhiò fino a farlo venire si riempì la bocca di sperma, che cercò di sputare, ma quel sapore amaro si attaccò nella sua bocca. Il secondo fu più gentile lo sentì entrare in bocca con delicatezza non le urlò parole di disprezzo, ma il lavoro della ragazza fu lo stesso, gli fu quasi grata per la gentilezza con cui abusava di lei il controsenso di quel pensiero la fece quasi ridere, lui le venne sulla faccia portando via il trucco che si era messa. L’ultimo fu Lui, pensava che sarebbe stata gentile con lei, si sbagliava, le tenne la bocca aperta con una forte stretta alla mascella poi le infilò il cazzo in gola fino a farla soffocare, le venne da tossire, si sentì strozzare, lui le venne in bocca e fu costretta ad ingoiare tutto. La portarono in un’altra stanza la spinsero su un letto e la liberarono entrarono uno per volta. Il primo fu quello che l’aveva slegata, le tenne le gambe aperte con la forza e la penetrò, le fece male, non aveva nessuno stimolo, lui continuò ad infilarlo dentro, pian piano sentì la passione scorrere in lei, ogni colpo le dava piacere, iniziò a respirare in modo affannato, ma lui venne presto e se la prese con lei la colpì al volto:
< Troia non sei buona neanche per fottere! >
Il secondo fu il ragazzo gentile che l’era venuto in faccia, iniziò con dei preliminari, la leccò poi le sfilò piano il perizoma e giocherello con la lingua sul clitoride, le piaceva gli disse di continuare, per un attimo pensò di essere pazza stava incitando un uomo a stuprarla, lui le sollevò la maglietta le sollevò la maglietta e pizzicò i capezzoli, poi tolse la lingua e lo mise dentro, mentre palpava il tette e li mordeva dolcemente. Quell’uomo la faceva impazzire, venne anche lei. Lui fu l’ultimo non la guardò neppure negli occhi, entrò gia con il cazzo in mano e lo infilò dentro, durò poco, lo tirò fuori poco prima di venire e le sborrò sulla figa. S’iniziò a risistemare cercò le mutande in giro per la stanza, ma fu interrotta dal rumore della porta, arrivarono tutti e tre, la stesero sul letto sentì le loro mani toccarla sentì dita che s’infilavano dappertutto “ cosa sto facendo, questa non sono io, devo andare via” pensò e tentò una reazione, la bloccarono, fu di nuovo colpita al volto, quasi svenne, poi le misero un cazzo in bocca, stava per vomitare quando, come se si vedesse da un occhio esterno si vide, stava a pecora su un letto, aveva un cazzo in bocca e altri due uomini la toccavano, non sarebbe potuta scappare, quindi avrebbe dato uno schiaffo morale a quei tre. Aveva n’aveva ancora uno infilato in bocca che n’afferrò un altro con la mano e gli fece una sega, decise di non alzare gli occhi, non voleva vedere i loro volti, sentì che il terzo lo stava infilando nella figa, si sentiva eccitata, si portò anche il secondo cazzo alla bocca e iniziò a succhiarli a turno, quando vennero leccò il loro sperma. Uno di loro si spostò e portatosi alle sue spalle le infilò la cappella nel suo culo, lei si spinse all’indietro facendoselo sbattere dentro, il piacere che sentiva era immenso, il suo corpo andava a fuoco ebbe un orgasmo. Sentì che si davano il cambio li aveva ancora tutti dentro, ma oramai era stremata aveva la vista annebbiata sia dallo sperma sia dalla stanchezza forse perse i sensi, ma non dopo aver avuto un altro orgasmo. Si svegliò nel suo letto, era tutta bagnata, era stato tutto un sogno?

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