L'ultimo uomo sulla terra è chiuso in una stanza. Bussano alla porta. Aspettava questo giorno, sapeva sarebbe successso e non voleva che finisse così: in silenziosilenzo. Nel buio, a lui familiare, afferrò il fucile a canne mozze; prese per bene la mira e attese. I tre tocchi, che seguirono, decisero il suo futuro.
Toc...ispirò profondamente, come gli era sta insegnato.
Toc...espirò e liberò la mente.
Toc...l'esplosione fu assordante tanto quanto fu accecante la luce; schegge di legno volarono in ogni direzione.
Distinse nettamente il tonfo del corpo che si accasciava, corse alla porta e la spalancò. Il cuore gli salì in gola portandosi dietro un conato di vomito. Il corpo martoriato di una donna giaceva a terra, lo sterno era esploso dove il proiettile l'aveva raggiunta. Nella mano stringeva ancora un foglio: la trascrizione del messaggio che lui, ogni giorno, mandava nell'etere con la sua radio ad onde lunghe. Dalla tasca le spuntava un registratore. Premette “play”, la voce della morta riempì la stanza con il suo tetro messaggio: oltre lei e l'uomo che inviava il messaggio quel maledetto pianeta era vuoto. Era davvero troppo. Mise il foglio e il registratore sul comodino, poggio il fucile sotto il mento e chiuse gli occhi.
Uno...inspirò profondamente,come gli era stato insegnato.
Due...espirò e liberò la mente.
Tre...il suono metallico del carrello che tornava a posto senza restituire la pioggia di pallettoni che si aspettava. Era rimasto senza munizioni.
L'ultimo uomo sulla terra è chiuso in una stanza. Nessuno busserà mai più alla porta.
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