Uomo cerca compagna con una gamba sola. Avevo attentamente compilato il modulo che mi era stato dato. Avevo pagato, seguendo le regole con tutta l'attenzione possibile, scrivendo a stampatello e con chiarezza. Poi ero uscito dall'agenzia e mi ero regalato un Campari, scambiando qualche briciola di conversazione con il barista che conoscevo da anni. In serata avevo acceso il computer e aperto la posta. Posta in arrivo. "Uomo cerca compagna con una gamba sola" era l'oggetto del messaggio e campeggiava in grassetto. Cliccai e comparve la scritta.
Salve, mi chiamo Almitra, ho letto il tuo annuncio quasi per sbaglio, ero a lavoro ed una mia collega (oca finta e perbenista all'occorrenza) ha pensato bene di urlare ad alta voce "guarda che razza di perversi girano al giorno d'oggi, sono disposti a tutto pur di fare sesso!" e rivolta verso una qualche interlocutrice "leggi questa inserzione, roba da feticisti!" lasciando casualmente la rivista in questione bene in vista. Non ho resistito alla tentazione ed ho preso il giornale, a momenti mi veniva un colpo quando ho letto il testo che sembrava tanto scandaloso. È assurdo pensare come al giorno d'oggi le persone si lascino impressionare per queste cose, vorrei sapere perchè si pensa subito al sesso? Perchè la menomazione suscita una reazione di disprezzo? Mah...non è certo per coinvolgerti in un dibattito sull'etica che ti contatto, ma il tuo annuncio mi ha colpito e quindi permettimi il lusso di una domanda: cosa cerchi?
Almitra, digito il nome sul motore di ricerca: la pagina mi restituisce migliaia di risultati, sopratutto su un romanzo di Kahlil Gibran, provo a cercarne il significato ma dopo 3 pagine di risultati mi stufo della mia ricerca inconcludente e giudico il nome un vezzo intellettuale, un nick creato ad hoc per me. Fisso lo schermò del computer lasciando che la luce azzurrognola mi illumini nell'oscurità della casa. Clicco su rispondi e inizio.
Ciao Almitra vorrei darti le risposte, ma...
Ma la mente mi si svuota, le parole sembrano perdere il significato. Mi alzo e apro il frigorifero, stappo una birra, bevo un lungo sorso e inizio con calma a chiudermi una sigaretta. Ho ripreso il vizio di fumare, ma stavolta il tabacco; il piacere di creare qualcosa con le mie mani è una sensazione esaltante, perfino una banalità come una sigaretta sembra assumere un gusto più raffinato. Ricomincio a scrivere:
Almitra vorrei poterti dare le risposte che cerchi, ma sono la persona meno indicata a farlo. Nella mia vita ne ho trovate solo di sbagliate, o a domande che non mi ero posto; poi è successo qualcosa, mi si sono aperti gli occhi, o forse che si sono chiusi, ora vivo l'attimo e non mi preoccupo più per il futuro. La vita è troppo breve per prenderla seriamente. Questa volta avresti dovuto dare ascolto alle tue colleghe, forse sono davvero solo un perverso, un feticista che si eccita con queste cose, un uomo annoiato dalla normalità che cerca il diverso e si nasconde dietro uno schermo o due righe di un'inserzione. Tutto questo è stato un errore. Scusami.
Mi avvio verso la camera da letto. Mi fermo per guardare mio figlio che dorme nel suo lettino, ancora ignaro di quello che la vita potrebbe riservargli, che lui lo voglia o meno. Mia moglie dorme, mi infilo sotto le coperte e passo la mano sul suo ventre piatto, la sento sussultare al mio tocco, ridisegno il contorno degli slip di pizzo e di risposta la sua schiena si inarca, inizio a leccarle i capezzoli mentre le mie dita si insinuano in lei, il suo respiro si fa irregolare e le sue mani stringono il lenzuolo. L'orgasmo arriva insieme ad un urlo strozzato in gola. Nonostante questo il mio corpo non reagisce. Mi addormento girando le spalle a mia moglie mentre penso ad Almitra ed al suo corpo mutilato. Un istante, prima che il sonno mi colga, mi pento di aver chiuso questa storia.
Il mattino mi saluta con i dolori che, con il passare del tempo, diventano routine. Lavarmi e radermi al mattino è un movimento automatico che lascia il tempo di pensare, ancora una volta la mia mente va alla donna della mail e qualcosa si smuove, nella mente si materializza l'immagine del corpo nudo di lei che si concede a me, seguo questa fantasia mentre mi tocco, godendo così davanti allo specchio del bagno. In cucina non trovo mia moglie, in compenso il caffè è pronto e caldo, un piacere che corono con una sigaretta. Da due anni oramai lavoro da casa con il computer, la tecnologia mi ha facilitato la vita, forse è l'unica cosa semplice della mia vita. Accendo la postazione e effettuo il login al server aziendale, una miriade di webnote mi avvisano delle pratiche da sbrigare, ne ho per tutta la mattinata. Faccio partire la mia playlist preferita, le chitarre elettriche riempiono la stanza di anni '70. Una strana sensazione mi pervade, come se qualcosa di speciale mi sfuggisse, qualcosa che non devo perdere. Lancio il programma e scarico la posta in arrivo. Un nuovo messaggio.
RE: Uomo cerca compagna con una gamba sola
Il tuo messaggio mi ha stupita e amareggiata. Credi di offendermi o spaventarmi? Se fossi stata una donna normodotata mi avresti chiesto se mi andava di avere una storia di sesso, magari sei sposato e non è la prima volta che cerchi così le tue scappatelle, ma ora che ti sei spinto a questo pensi di aver esagerato, pensi che non sia il caso solo perchè non sono come le altre donne? Forse non è così. Ora sono curiosa. Vediamoci.
Scrivo.
Almitra, il tuo messaggio è stato una rivelazione e anche io voglio vederti. Sono a casa e ho il pomeriggio libero, passeresti per un caffè? Ti mando in allegato il mio indirizzo.
Chiudo la posta con un senso di vertigine che mi attanaglia lo stomaco. Lavoro senza prestare attenzione a niente e implacabile l'orologio arriva a segnare le 15. Sento il campanello. Ho un brivido, tra pochi istanti lei varcherà la soglia e non saprò che fare. Quel che è certo è che fremo dal desiderio, ed è meglio che mi rassegni al fatto che nessuna persona ragionevole entrerebbe a casa di un estraneo e si concederebbe a lui. Bussano di nuovo. Mi alzo e, dopo un attimo di esitazione, vado ad aprire. Resto a bocca aperta. È bellissima, ha i capelli rossi ricci sciolti sulle spalle, il fisico asciutto avvolto in un tailleur crema; dallo scollo intravedo i seni sodi e la bella gamba lunga non sembra sminuita dalla protesi che, dal ginocchio in giù, sostituisce l'arto. Fa un passo avanti e dalla soglia mi squadra dalla testa ai piedi, si sofferma sul mio braccio sinistro che è sostituito da una protesi meccanica. Entra, si muove disinvolta, chiudo la porta alle sue spalle e fisso i suoi occhi nocciola, quasi dorati. Mi tira a lei, incollando le mie labbra alle sue, mi lascio andare al suo bacio spingendola contro la porta d'ingresso, sento la mia durezza premere contro la sua coscia. Le nostre mani cercano i corpi, il contatto con la pelle, trovo la zip del vestito e la tiro giù mentre lei mi sfila la T-shirt. Il suo respiro sul collo mi riempe di brividi e le sue mani armeggiano con la patta, in un attimo siamo nudi. Lei poggia le mani sul tavolo mentre io, penetrandola da dietro, le accarezzo i boccoli ribelli. Mi spinge sul sofà e si siede sopra di me muovendosi ritmicamente in sincronia con i nostri respiri; l'orgasmo ci raggiunge così forte che ci stringiamo in uno spastico abbraccio. Lei si stacca da me, raccoglie i suoi vestiti sparsi per la stanza, rimetto i boxer ed inizio a rollare una sigaretta. Si ravviva i capelli davanti allo specchio, poi va verso la porta e prima di aprire si volta dicendo:
“Amore vai tu a prendere il bambino a scuola?”
“Certo non preoccuparti. Stasera ti cucino qualcosa di speciale.”
Lei sorride e risponde:
“Ti amo.”
“Ogni giorno di più.”
Apre la porta ma la mia voce la raggiunge prima che riesca a chiudere:
“Ricordarti dell'inserzione per la settimana prossima.”
“Sono sicura che ti farà impazzire.”
Risponde con un sorrisetto.
lunedì 11 giugno 2012
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